- Infanzia e famiglia
- Viaggio nei Balcani
- Corsaro nei Caraibi
- Ritorno in Italia
-
Codazzi in Venezuela
- Codazzi in Colombia
Immagini
Clicca sulle immagini per ingrandirle e scaricarle a grandeza reale.
Cartografia del Venezuela
Mentre il neo-cartografo, a bordo di canoe, piroghe ed altri precari mezzi di trasporto, passava di misurazione in misurazione, il panorama politico del Venezuela andava mutando radicalmente, cioè, andava crescendo e approfondendosi l'opposizione al potere personale di Bolivar. Poco prima della morte del Libertador, la Gran Colombia si dissolse e alla presidenza della Repubblica del Venezuela assurse José Maria Páez, uno dei massimi fautori dell'Indipendenza. Subito dopo il suo insediamento, Codazzi consegnò al nuovo governo le matrici della carta appena conclusa. I riconoscimenti non si fecero attendere. Il presidente Páez accolse l'idea di avviare il rilevamento cartografico generale del paese, e, in occasione del primo Congresso ordinario, illustrò personalmente, con le matrici già ultimate, la proposta di affidare a Codazzi la continuazione dell'opera iniziata, quasi per caso, due anni addietro. "Per il Venezuela -dichiarò il Congresso all'atto di approvare la proposta di Páez (14 ottobre 1830)- il rilevamento topografico delle carte geografiche, la determinazione dei percorsi militari e l'elaborazione di informazioni statistiche è un'impresa di prima necessità, i cui risultati avranno effetti benefici sull'esecuzione delle operazioni militari, sulla conoscenza dei confini provinciali, su una più equa distribuzione delle imposte, sullo sviluppo dell'agricultura; per non parlare dell'apertura e la costruzione di nuove vie di comunicazione, della bonifica delle paludi e della navigazione fluviale". In poche parole, il rilevamento cartografico costituiva un requisito sine qua non per il progresso del paese. Vi era di più: esso rappresentava un'occasione unica onde far sì che il Venezuela, una nazione in via di consolidamento, raggiungesse la propria "forma", cioè, la propria territorialità anche simbolica. (Sull'attività svolta da Codazzi durante il ventennio trascorso in Venezuela, si veda il notevole saggio di Juan José Pérez Rancel "Codazzi, civilizador y constructor en Venezuela, 1827-1847", presente in questo catalogo).
Cartografo e militare
Affinchè potesse portare a termine il suo compito, a Codazzi furono concessi tre anni di tempo, il doppio della paga da ufficiale ed il contributo di cento pesos una tantum per l'acquisto degli strumenti (invece le spese di viaggio ricadevano sul cartografo). Non fu dunque per calcolo che l'italiano -da sempre maldestro negli affari- divenne il cartografo del Venezuela; e nemmeno per usufruire dell'isolamento e della quiete dell'uomo di scienza. Lungi dal potersi dedicare al proprio lavoro in santa pace -annota Schumacher- "gli toccò svolgere allo stesso tempo altri incarichi, come missioni di guerra e spedizioni militari qua e là".
I privilegi accordati da Bolivar alla casta militare, mal si confacevano agli interessi e alle aspirazioni della nuova repubblica (sorta precisamente dal rifiuto dello schema bolivariano). Pertanto, il presidente Páez s'impegnò ad annullarli. "Ma questa misura -osserva Ancízar- non potè concretarsi se non a costo dello scontento di tutti quei militari che videro le loro prospettive, in termini di prestigio personale e di posizione di classe, drasticamente ridimensionate". A sedare i tumulti che ne seguirono venne ripetutamente chiamato il tenente colonnello Codazzi, il quale, fedele ai poteri costituiti e leale alla persona di Páez, nel giro di sette anni (1830-1837) dovette spesso alternare il teodolito e la squadra con la sciabola e la pistola.