Agostino Codazzi - Biografia

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Vita e imprese di un geografo emiliano-romagnolo nella America Tropicale

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Codazzi ritratto da Carmelo Fernández
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In ogni caso, il 15 giugno si mise in viaggio alla volta di Bogotà, con la speranza di essere riammesso in servizio (gli ufficiali di Louis Aury erano stati incorporati all'esercito della Nueva Granada nel 1821). Fu accontentato.

Dal vice-presidente Santander in persona, scrive Ancízar, Codazzi ricevette la nomina a "Primo Comandante di Artiglieria" ed il comando della Brigata di Artiglieria distaccata nel dipartimento dello Zulia (11 gennaio 1827). Al fine di migliorare il sistema difensivo della piazzaforte di Maracaibo, il generale Carreño, governatore militare del dipartimento, ordinò che l'italiano ispezionasse le fortificazioni e "tracciasse una mappa della Barra e dei territori adiacenti". Successivamente, a causa della minacciosa presenza nella zona del golfo di Maracaibo della flotta corsara di Angel Laborde (al soldo della Spagna), a Codazzi fu affidato il compito di "determinare quei luoghi della penisola Guajira ove potesse effettuarsi uno sbarco nemico" (15 febbraio 1828).

(Il lettore deve tener presente che, per volere di Bolivar, il Venezuela e la Nueva Granada si fusero in una sola entità politico-amministrativa che prese il nome di Gran Colombia, e che rimase in vita fino al 1830).

Intrapreso per scopi esclusivamente militari, il lavoro di Codazzi si trasformò ben presto in una vera e propria impresa geografica. Di fatto, fra il 1828 e il 1829, il lughese, mediante scrupolosi rilevamenti ed osservazioni, mise a punto la carta corografica dell'intero dipartimento dello Zulia, da punta Payana e la foce del Socuy (a nord della città di Maracaibo) a San Carlos e Merida a sud e Trujillo ad est. Ecco come Codazzi sintetizza le sue prime esperienze cartografiche:

"Nel 1828 mi trovavo a Maracaibo, quando il generale José Maria Carreño, capo superiore militare del dipartimento dello Zulia, mi assegnò il compito di tracciare l'itinerario delle strade di quella vasta provincia, al fine di presentarlo al governo centrale, che ne aveva fatto richiesta. Allora pensai che mentre lavoravo all'itinerario, avrei potuto disegnare la carta del dipartimento. Mi misi all'opera con strumenti miei e con gli aiuti che il generale fece mettere a mia disposizione."

Il lavoro si protrasse per tutto il 1828 e il 1829.

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