Agostino Codazzi - Biografia

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Vita e imprese di un geografo emiliano-romagnolo nella America Tropicale

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Carta topografica di Lugo, 1684
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Immagine in anteprima- La rocca di Lugo, simbolo della città, incisione
La rocca di Lugo, simbolo della città, incisione
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I mali dell'Ancien Régime, allegoria
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Slogan rivoluzionari, illustrazione coeva
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La ghigliottina in azione durante il Terrore
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Nascita del nostro eroe

Giovanni Battista Agostino Codazzi, nacque a Lugo, Legazione di Ferrara, negli Stati Pontifici, il 12 luglio 1793. Vide la luce in un momento nel quale -a causa delle sequele della Rivoluzione Francese- per la sua famiglia, così come per Lugo e la Romagna, si profilava un'epoca fra le più drammatiche. Se fosse venuto al mondo solo pochi anni prima, osserva Manuel Ancizar, "con tutta probabilità avrebbe ricevuto un'educazione monacale e sarebbe diventato prelato di uno dei tanti ordini religiosi che affliggevano l'Italia". Invece nacque in un periodo nel quale le papaline venivano soppiantate ovunque dai berretti frigi.

Situazione a Lugo

Ovunque meno che nelle Legazioni ed in particolare a Lugo. Coi suoi ottomila abitanti ed un'economia agricola e manifatturiera fiorente, la città di Codazzi -che non per niente apparteneva felicemente allo Stato della Chiesa dal 1598- poteva considerarsi un bastione papista. Non si trattava di un caso isolato. Incastonati nella pianura romagnola, esistevano altri piccoli centri produttivi e commerciali simili a Lugo, del pari laboriosi, prosperi e sanfedisti, più dediti al culto del santo patrono che al fermento delle idee ed alle trasformazioni avviate dal "soffio burrascoso e purificatore della Rivoluzione". Lugo, tuttavia, svettava sugli altri agglomerati della bassa romagnola in virtù del secolare mercato del mercoledì e della fiera annuale, nonchè per l'intensa vita religiosa e culturale.

Domenico Codazzi: il padre

Fra quei lughesi che si chiusero a difesa dello stato pontificio, va enumerato di sicuro Domenico Codazzi, il padre di Agostino. Sia le Memorie del cartografo, dove i suoi genitori sono detti "onesti e virtuosi", sia altre testimonianze lasciano intendere come Domenico fosse "un uomo... di costumi assai pietosi", avvezzo ad improntare ogni sua azione all'insegnamento del Vangelo. Manuel Ancízar, che raccolse non poche confidenze del capo della Comisión Corográfica, annota in proposito che Domenico Codazzi, oltre ad essere una persona semplice e proba, ricavava il massimo appagamento dal fatto di appartenere alla principale confraternita religiosa di Lugo.

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