Agostino Codazzi - Biografia

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Vita e imprese di un geografo emiliano-romagnolo nella America Tropicale

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    • Al servizio della America Libre
    • Fra il Messico e l'isola Amelia
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Immagine in anteprima- A. Codazzi, L'isola della Vieja Providencia ('Memorie')
A. Codazzi, L'isola della Vieja Providencia ('Memorie')
A. Codazzi, L'isola della Vieja Providencia ('Memorie')
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Veduta del Forte della Libertà
Veduta del Forte della Libertà
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Il sogno repubblicano del commodoro era destinato a sfumare di lì a poco. Il presidente Monroe, deciso ad incamerare i territori confinanti del traballante impero spagnolo (Florida, Texas), ordinò l'invasione dell'isola Amelia allo scopo dichiarato di ripulirla da "pirati e contrabbandieri".

Sloggiato dalla Florida (fra il dicembre del 1817 e il marzo del 1818), Louis Aury, e al suo seguito Codazzi e Ferrari, riprese la guerra corsara nel mar dei Caraibi. Poichè era scomparso ogni vestigio della repubblica del Messico, il commodoro passò sotto la bandiera delle Province Federate di Buenos Aires e Cile. Afferma il nostro che il nuovo giuramento si verificò in occasione d'un viaggio al Rio della Plata che la squadra corsara intraprese nella primavera del 1818. A questa (peraltro difficile) navigazione, così come alla descrizione dell'ambiente "bonarense", sono dedicate parecchie pagine delle Memorie, ma i ricordi di Codazzi urtano di nuovo contro un insieme di circostanze irrefutabili, le quali, alla fine, ne scalzano l'attendibilità. In realtà, Louis Aury non si recò a Buenos Aires. Il passaggio alle Province Federate si produsse ad opera del canonico Cortés de Madariaga, un controverso patriota cileno, il quale lo nominò, non si sa bene con quale autorità, "capo delle forze navali della Repubblica di Buenos Aires nel mar dei Caraibi". In cerca d'un approdo per la flotta e d'una base operativa per un possibile attacco contro Panamá, Aury pervenne all'isola della Vieja Providencia (luglio 1818), che occupò e fortificò. A quest'isola -resa mitica dal pirata Henry Morgan- Codazzi dedicò una descrizione particolareggiata, accompagnata da una carta geografica di eccellente fattura (forse basata, come generalmente succede con le sue prime prove cartografiche, su mappe originali appartenenti all'archivio bogotano del vicerè Sámano).

Avendo dovuto rinunciare alla spedizione contro Panamá, Aury scelse un altro obbiettivo, facendo vela verso il golfo dell'Honduras (maggio 1819). Giunto sotto costa, con un audace colpo di mano catturò il porto di San Felipe, sul lago di Izabal, impossessandosi inoltre di un ricco bottino. In questa occasione, Codazzi, assieme all'inseparabile Ferrari, giocò un ruolo di prim'ordine, guadagnandosi una promozione ed un premio. Meno fortunata fu l'azione che Aury, fra aprile e maggio del 1820, intraprese contro le piazzaforti di Trujillo e Omoa, sempre nel golfo dell'Honduras. Ad onta degli sforzi, i patrioti non riuscirono ad espugnarle, ed anzi subirono non lievi perdite. Tuttavia, mentre perdurava l'assedio di Omoa, ad Aury pervenne la notizia che la sua squadra sarebbe stata incorporata alla flotta della Nueva Granada: novità che veniva a colmare il più ardente dei suoi desideri. In effetti, dacchè s'era opposto al comando unificato di Bolivar (Haiti, febbraio 1816), il Libertador non aveva desistito dall' esprimergli il proprio rancore, impedendogli di far parte della flotta neogranadina. Pareva dunque che Aury fosse stato perdonato.

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  • Bibliografía