Agostino Codazzi - Biografia

Logotipo del site di Agostino Codazzi
Versione in spagnolo A A

Vita e imprese di un geografo emiliano-romagnolo nella America Tropicale

  • Biografia
  • La misura dell'Eldorado
  • La figura dell'Eldorado
  • Los manuscritos

  • Infanzia e famiglia
  • Viaggio nei Balcani
  • Corsaro nei Caraibi
  • Ritorno in Italia
  • Codazzi in Venezuela
  • Codazzi in Colombia

    • La Comisión Corográfica
    • La Comisión in moto
    • Progressi della Comisión
    • Panama
    • Per aspera...
Tornare alla prefazione (Inizio)
  • Inizio >
  • Biografia >
  • Codazzi in Colombia >
  • La Comisión in moto

Immagini

Clicca sulle immagini per ingrandirle e scaricarle a grandeza reale.

Immagine in anteprima- Carta di Panama in 1850
Carta di Panama in 1850
Carta di Panama in 1850
chiudi Scarica l'immagine

Nei primi mesi del 1853 erano pervenute a Bogotà notizie circa un'imminente spedizione internazionale nel golfo del Darién ad opera dei governi degli Stati Uniti, Francia e Inghilterra, nonchè della già menzionata "Società del Canale". Visto però che non era stato chiesto il benestare della Nueva Granada, la spedizione si configurava come un'aperta violazione della sua sovranità. Senza indugiare, il presidente Obando decise allora di inviare alla baia di Caledonia -dove si era riunita la flotta internazionale- un proprio rappresentante, "onde far patente in quei paraggi la sovranità neogranadina", ed anche per "affiancare la prima spedizione che avesse toccato terra". Come emissario di Obando fu scelto il colonnello Codazzi, al quale venne ordinato di dirigersi d'immediato al Darién per unirsi agli inviati delle altre nazioni. In effetti, egli giunse a Cartagena il 18 gennaio 1854, e il 19 s'imbarcò su una goletta inglese, la quale salpò subito per la baia di Caledonia:

"Sono sbarcato [colà] il giorno 24 in compagnia degli ingegneri [Cullen e Gisborne] e di 50 marinai armati, fra inglesi e francesi, portando ciascuno viveri per sei giorni... Per quattro giorni abbiamo esplorato fiumi e montagne, immersi nell'acqua ora fino alle ginocchia, ora fino ai fianchi. Gli stivali servivano da poco, perchè si riempivano d'acqua, e diventavano pesantisimi... É inutile che stia a descrivere lo sforzo e la sofferenza, basti dire che, fra tutti, solo otto ce l'hanno fatta a mantenersi in piedi, me compreso."

La spedizione si risolse in un fallimento. Gli inglesi, che sbarcarono dalla parte del Pacifico (un gruppo di 23 uomini fra marinai e ufficiali) ottennero solo che gli aborigeni massacrassero 4 di loro. Una tragedia non dissimile ricadde sugli americani, 21 dei quali si smarrirono per settimane, alcuni per sempre. Ad aggravare le cose, si scoprì che la possibilità di aprire un canale in quella zona -possibilità difesa a spada tratta da Gisborne ed oppugnata altrettanto energicamente da Codazzi- era del tutto illusoria:

Il dr. Gisborne ha commesso un bel po' di errori. Credeva che ci trovassimo sulla cordigliera, ed invece ci trovavamo altrove, scoprì un corso d'acqua che andava più o meno nella direzione desiderata, e credette che sfociava direttamente nel Pacifico, e si lamentava che io non gli dicessi che andavamo bene, quando io, al contrario, sapevo che andavamo male, perchè ero sicuro che non avevamo valicato alcuna cordigliera, così com'ero certo che il fiumiciattolo in questione sfociava nell'Atlantico. Dopo due giorni, quando tornammo ad avvistare le nostre navi, dovette pur convincersi...

Tuttavia, il cartografo colse l'occasione per esplorare a fondo entrambe le coste di Panamá. In particolare, effettuò misurazioni nelle province di Chiriquí e Veraguas, al termine delle quali si trattenne alcuni giorni a Colón. Dopo aver esaminato attentamente i piani ed i profili della nuova ferrovia transoceanica, Codazzi emise questa giustissima opinione:

"Un canale transoceanico Panamá-Colón risponderebbe più di qualsiasi altro alle esigenze del commercio, giacchè oltre a trovarsi proprio qui la parte più stretta dell'istmo, le altitudini massime della zona non offrono ostacoli insormontabili."

Alla fine di luglio, quando il lughese fece ritorno a Cartagena, ad attenderlo vi era la notizia della sollevazione in armi del generale José María Melo. Per sedarla, erano stati predisposti tre eserciti "costituzionali". Comandava quello "del Nord" l'ex-presidente Mosquera, il quale, all'arrivo di Codazzi, lo nominò capo di stato maggiore. Questo inatteso ritorno alle armi si protrasse fino a dicembre.

  • Crediti
  • Bibliografía