Agostino Codazzi - Biografia

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Vita e imprese di un geografo emiliano-romagnolo nella America Tropicale

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Immagine in anteprima- Casa natale di Codazzi a Lugo
Casa natale di Codazzi a Lugo
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Pavaglione, xilografia
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Rocca di Lugo, xilografia
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Immagine in anteprima- Mappa catastale della Villa del Serrallo, La Villa del Serrallo fu acquisita da Ferrari e Codazzi in 1823
Mappa catastale della Villa del Serrallo, La Villa del Serrallo fu acquisita da Ferrari e Codazzi in 1823
Mappa catastale della Villa del Serrallo, La Villa del Serrallo fu acquisita da Ferrari e Codazzi in 1823
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"Cercai fortuna nel nuovo mondo, perchè in questo m'era ingrata, ed invero mi fu propizia" confidò Codazzi al suo antico comandante -il colonnello Pier Damiano Armandi- nel febbraio del 1823. In effetti, all'atto d'imbarcarsi per l'Europa, annota Manuel Ancízar, il futuro cartografo portava seco "la discreta somma di quarantamila pesos". In Italia, e specialmente nella Bassa romagnola, costituiva a quei tempi un capitale notevole. Aggiunge il sudetto biografo:

Codazzi l'investì in una fattoria, e si dedicò ad offrire allegra ospitalità ad ogni amico che spuntasse all'intorno; amministrando i propri affari con tale rigore e lungimiranza, che nel giro di tre anni dovette cedere la metà della proprietà, mentre i suoi amici intimi facevano di tutto per sottrargli l'altra metà...

In realtà, Codazzi e Ferrari -che a Costantinopoli avevano giurato di "fare una sola volontà e una sola borsa"- decisero d'impiegare il loro gruzzolo nell'acquisto di un podere, il "Serraglio" (a Massalombarda), dei cui frutti potessero vivere entrambi, assieme alle rispettive famiglie. I problemi cominciarono con la costruzione della casa, giacchè, secondo Ferrari, Codazzi peccò di dabbenaggine, rendendosi responsabile del futuro dissesto. Nell'aprile del 1824, Ferrari, stremato dall'uggiosa quiete dei campi, si risolse a recarsi in Grecia, onde unirsi alle truppe di Lord Byron. Al suo ritorno, l'anno successiso, la situazione economica della fattoria era peggiorata tanto che, per fronteggiarla, si lasciò convincere da Codazzi a fare un matrimonio d'interesse. Il rimedio, però, si rivelò peggiore del male, poichè la madre della sposa, oltre ad esigere che il patrimonio comune venisse suddiviso, fomentò un clima di progressiva incomprensione fra i due amici.

Infine, all'inizio del 1826, Codazzi prese la decisione di partire nuovamente per l'America. A spingerlo, spiegò ai suoi, era l'urgenza di riprendere le fila degli affari che assieme a Ferrari aveva avviato nelle Indie Occidentali quattro anni prima. Sbarcò a Cartagena il 24 maggio del 1826, poco prima di compiere trentatrè anni. Alcune settimane dopo, Ferrari ricevette due sue lettere: "Con una mi significava d'aver fatto buon viaggio, e di godere buona salute; coll'altra poi mi dava l'infausta notizia che ogni nostro capitale per quelle parti era ito in sinistro". Fu questo tracollo ad indurre Codazzi a rispolverare il brevetto di tenente colonnello? O fu invece un non sopito spirito d'avventura?

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