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Codazzi in Venezuela
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Combattendo le rivoluzioni
Codazzi stabilì la propria base operativa a Caracas, procedendo alacremente al rilevamento della provincia omonima. All'inizio del 1833, si trasferì a Valencia, da dove intraprese la misurazione delle province di Carabobo e Barquisimeto, alle quali si succedettero quelle di Barinas e Cumaná. A Valencia, il 29 aprile 1834, si sposò con Araceli Fernández de Hoz, una "bellissima e zelante" donzella di 26 anni. Sempre nel 1834, in considerazione delle interruzioni causate dagli impegni militari, il governo acconsentì a prorogare i termini di consegna delle carte, i quali erano già scaduti. Meno affannato, Codazzi intraprese allora -estate del 1834- l'esplorazione del delta dell'Orinoco. Nel 1835 fece ritorno a Valencia, in tempo per assistere alla nascita del suo primogenito, il 21 marzo. Di lì a poco, scoppiò la rivoluzione militare detta "delle riforme". L'8 luglio, gli insorti deposero il presidente legittimo -Vargas, che era succeduto a Páez sei mesi prima- ed insediarono nel potere uno dei loro capi. Senza esitare, Codazzi offrì i propri servigi a Páez, il quale li accettò "nominandolo capo di stato maggiore dell'esercito costituzionale".
Tornato al potere, il presidente Vargas, "onde premiare la lealtà, i meriti di servizio e le ragguardevoli doti del Comandante Codazzi", ne siglò la promozione a "Colonnello effettivo del Genio" (22 aprile 1836).
Contatto con gli indigeni
Successivamente, Codazzi esplorò le foreste della Guayana e risalì in canoa gli impetuosi corsi d'acqua che solcano l'interno di quella regione, inoltrandosi fino alle fonti dell'Orinoco e al corso superiore del Río Negro. In questa occasione, il rapporto che egli stabiilì con le tribù indigene -improntato sempre ad un interesse umano non inferiore alla curiosità etnografica- fu particolarmente intenso e sensibile. Messo al cospetto del trattamento inumano che i venezuelani riservavano agli aborigeni, il cartografo redasse un resoconto che è allo stesso tempo un atto d'accusa:
"Los indios no son más que esclavos, y no tienen seguridad ni en sus campos ni en sus habitaciones. Sorpresivamente les llega una orden del corregidor, de presentarse sin tardanza en San Fernando. El viaje lleva de diez a quince días, y una vez llegados, se les obliga a trabajar forzosamente para los monopolios, por un jornal insuficiente. Si no obedecen a esta exigencia del poder oficial, se les recluta para el servicio militar obligatorio. (...) Aquel que no quiere someterse, tiene que abandonar los escasos campos de cultivo y huir al interior de la manigua. (...) Allí [en San Fernando] no existe ni mercado ni comunicaciones, y si de cuando en cuando llegan los indígenas con un cargamento de alimentos, inmediatamente lo confisca alguno de los poderosos, so pretexto de que el dueño de la canoa le debe algo, o bajo cualquier otra acusación. (...) Cuando muere un hombre, el corregidor exige que los hijos le sean entregados, so pretexto que la madre no era la esposa legítima del difunto, o de que ésta no sería capaz de alimentarlos. Y si quien muere es la madre, los hijos son reclamados porque el padre era borracho y sinvergüenza. Y si faltan ambos padres, no obstante que haya hermanos mayores u otros parientes, los huérfanos menores de edad pertenecen al correegidor, quien los reparte. Así pues, unos dos mil seres humanos están condenados a trabajar forzosamente, sin pausa ni fin, para unos quince egoístas."
Consegna del lavoro
Verso la fine del 1838, i lavori di rilevamento topografico era progrediti a tal punto che Codazzi, rientrato a Valencia, potè cominciare a stendere le tredici carte provinciali, avvalendosi di un solo collaboratore, il calligrafo Luis Aliaga. Nel momento in cui esse furono terminate -scrive Schumacher- Páez si era appena reinsediato nella presidenza, cosicchè fu proprio lui a ricevere delle mani del nostro eroe il risultato di otto anni di sforzi. Durante la cerimonia di consegna, Codazzi disse:
"La tarea que el gobierno me encomendara hace ocho años ha sido terminada. Cada provincia de la república cuenta ahora con su mapa corográfico en escala grande; cada una es dueña de una clara información sobre todos sus cantones, de precisos datos sobre caminos militares, amén de copiosa información de orden geográfico, físico y estadístico."